BAMBINI CARDIOPATICI

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Il progetto “Bambini Cardiopatici” ha avuto inizio nel 2010 in seguito a una visita in Guinea Bissau da parte degli specialisti del Cardiocentro Ticino di Lugano (Svizzera): i medici avevano riscontrato un’alta incidenza di malattie cardiovascolari nella popolazione infantile, principalmente patologie congenite dovute a complicazioni da infezioni batteriche o virali che, non curate durante la gravidanza, degenerano in valvulopatie nei primi anni di vita del bambino.

Grazie alla collaborazione con la struttura svizzera e con altri centri in Italia, Spagna e Portogallo, l’associazione locale “Ceu e Terras” ha così avviato un programma per l’espatrio dei bambini al fine di farli operare in strutture opportunamente attrezzate. In Italia Kibinti fa riferimento a tre strutture: l’Ospedale “Papa Giovanni XXIII” di Bergamo, il Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano e l’Ospedale “Borgo Trento” di Verona. Per i piccoli seguiti a Verona collaboriamo con Voci e Volti Onlus, associazione amica di Kibinti da molti anni attiva anche in Guinea Bissau.

Kibinti si è avvicinata al progetto nel 2011 quando due famiglie legate alla nostra associazione hanno accolto Leandro e Juvinal, arrivati dalla Guinea Bissau tramite “Bambini del mondo Onlus” di Mantova. Questa esperienza ci ha arricchito e ha fatto nascere in noi il desiderio di impegnarci in questo progetto.

L’iter per ciascun bambino
Kibinti si occupa dell’intera gestione del progetto che normalmente ha questo iter:

  • Il Dottor Augusto Bidonga, responsabile del progetto a Bissau, in equipe col Dr. Fernando Assaiemo sottopone i bambini a screening e segnala i vari casi ai medici del Cardiocentro Ticino e dell’Ospedale “Borgo Trento” che possono così esprimere un parere sull’opportunità di operare il piccolo.
  • In caso di parere positivo, il bambino viene inserito in una lista d’attesa e tenuto monitorato dai dottori Augusto e Fernando. Vengono, quindi, convocati i genitori per un colloquio informativo sulle possibilità di cura del figlio, sull’entità dell’intervento e sul percorso da affrontare.
  • Ottenuta la loro autorizzazione, i responsabili locali insieme a Kibinti si attivano per l’ottenimento del passaporto del minore e del visto che ha una durata di 3 mesi.
    Kibinti si occupa di gestire i contatti con la struttura ospedaliera di riferimento in Italia. L’associazione si fa garante della copertura finanziaria presso gli enti preposti e dell’ospitalità del bambino presso una famiglia di accoglienza. La famiglia è affiancata in ogni fase dell’esperienza da Kibinti e supportata da una rete di volontari.
  • Completate le pratiche, il bambino/a può arrivare in Italia accompagnato dal medico responsabile. Il bimbo viene sottoposto agli esami pre-ricovero e quindi operato. Durante la degenza post-operatoria, Kibinti organizza i turni dei volontari per garantire al piccolo assistenza 24 ore su 24.
  • Terminata la degenza, i bambini vivono insieme alla famiglia di accoglienza fino alla completa guarigione e al rientro in Guinea Bissau dove vengono tenuti sotto controllo dai nostri medici locali e internazionali.

Il Nostro impegno
2011 – Prima esperienza di ospitalità di Leandro e Juvinal (attraverso l’associazione “Bambini del Mondo Onlus” di Mantova);

2012 – Diamantino, Siaca, Lamine e Izamara, ospitati e operati a Verona;

2013 – Notacio, Abulai, Felicio, Alfredinha e Frankim, ospitati e operati a Verona (seguiti dall’Associazione Voci e Volti Onlus);

2014 – Fabiana, Ronei e Emiliano, operati a Verona;

2015 – Corca, Justina, Adama, Adul e Buahn operati a Bergamo; Adama, Cubula e Mariama ospitati e operati a Verona (seguiti dall’Associazione Voci e Volti Onlus);

2016 – Saliu, Braima, Abdulai, Eusebio, Odete, Lamine, Marcelo e Batchcutcham ospitati e operati a Verona (seguiti dall’Associazione Voci e Volti Onlus). Sindom, Alexiliana, Mina operati a Bergamo, Liandro e Manuela operati a Milano.

Per maggiorni informazioni contattateci all’indirizzo email turni.bimbicardio@gmail.com

Responsabili: Clara Corti, Cecilia Mariani, Barbara Muzzupappa e Roberta Pizzoni.

Alcune considerazioni
Il progetto “Bambini Cardiopatici” opera in un campo ad alto rischio. I bambini sono in condizioni di salute molto gravi (nonostante l’accuratezza dei medici nel selezionare i casi che hanno più probabilità di sopravvivenza), e la percentuale di insuccesso è inevitabilmente più alta di quella prevista in interventi meno complessi.

Abbiamo accettato la sfida di metterci in gioco e superare le nostre paure, per dare una speranza di vita ai bambini della Guinea Bissau affetti da cardiopatie. Quello che ci viene chiesto è di accompagnarli per un breve tratto della loro vita e questo significa condividere con loro la gioia dei successi quando tutto va bene ma anche il dolore del fallimento se qualcuno non ce la fa. La morte di un bambino è un evento traumatico, in qualunque parte del mondo ed a qualunque latitudine, ma maggiormente da noi che viviamo in una società progredita che è riuscita negli anni a minimizzare questi rischi.

Può succedere che i nostri bambini cardiopatici non ce la facciano: per i lunghi periodi necessari per ottenere i visti per l’espatrio, perché al ritorno in patria nuove patologie o complicazioni endemiche vanificano i risultati ottenuti con l’operazione, perché nessuno fa miracoli e anche i medici italiani non possono sempre riuscire a salvare tutti… e per mille altri motivi.

Per ogni bambino che perdiamo anche un pezzo del nostro cuore li accompagna. Ma la percentuale di salvezza è alta! E senza il nostro intervento la probabilità di sopravvivenza per questi piccoli sarebbe pari a zero. Abbiamo deciso che un pezzetto dei nostri cuori è un prezzo che vale la pena pagare.

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