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| AGGIORNAMENTI COLPO DI STATO GUINEA BISSAU | ||||
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| 19/03/09 Con 67 voti a favore, 28 astenuti e nessun contrario, l’Assemblea nazionale ha approvato ieri il programma di governo presentato a diversi mesi dalle elezioni legislative di novembre e al successivo insediamento dell’esecutivo guidato da Carlor Gomes Junior. Ad astenersi è stata l’opposizione e un membro del partito al potere. In queste ore, presieduto dal primo ministro, è invece in corso un vertice della Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale (Cedeao/Ecowas) che sta discutendo questioni di sicurezza legate alla recente scomparsa del presidente João Bernardo ‘Nino’ Vieira e del capo dell’esercito Batista Tagme na Waie, uccisi all’inizio del mese in circostanze ancora da chiarire. L’Ecowas, che chiede il rispetto dell’ordine costituzionale, ha sostenuto il processo che ha portato alla presidenza ad interim il presidente del senato Raimundo Pereira e che dovrebbe portare alla convocazione di elezioni presidenziali entro due mesi. Intanto, diversi partiti stanno contestando la nomina di Zamora Induta a capo di stato maggiore in sostituzione di Tagme na Waie, sostenendo che l’atto sarebbe incostituzionale e possibile solo dopo l’elezione di un nuovo presidente. | ||||
| 16/03/09 Oggi ritorna , in anticipo sul programma, la seconda volontaria di Kibinti che s trovava a Bissau nei giorni del colpo di stato. Presto vi manderemo un resoconto dell' accaduto | ||||
| 12/03/09 Oggi ritorna la prima delle volontarie di kibinti in guinea al momento del colpo di stato. Avremo così le prime testimonianze dirette sulla vicenda e sulla situazione dei nostri amici rimasti sul posto | ||||
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| 03/03/09 sera Ha giurato come capo di stato ad interim durante una cerimonia di insediamento svoltasi a Bissau Raimundo Pereira, presidente dell’Assemblea nazionale: lo hanno confermato alla MISNA fonti di Radio sol Mansi precisando che la procedura, prevista dalla Costituzione, è stata avviata durante una riunione a porte chiuse svoltasi oggi in parlamento. Poco prima di prestare giuramento alla carta fondamentale, Pereira ha rivolto un discorso al paese attraverso la televisione di stato affermando che “è un momento delicato per il paese” e chiamando tutti alla “responsabilità per il bene comune”. Dal canto suo l’esercito “ha confermato che si sottomette al potere politico e che la morte del presidente non costituisce un colpo di stato” ha dichiarato il capo del gruppo parlamentare del Partito africano di indipendenza della Guinea Bissau e di Capo Verde Antonia Mendes Pexeira. Intanto, da Addis Abeba dove si è riunito d’urgenza sulla questione, il Consiglio pace e sicurezza dell’Unione Africana ha stimato che l’uccisione del presidente Joao Bernardo Vieira “non costituisce allo stato attuale un colpo di stato”. Il consiglio ha condannato all’unanimità “ogni episodio di violenza e tutti i tipi di attacco contro le istituzioni” e diffuso un appello alla calma per evitare che la situazione si deteriori ulteriormente”. Poco prima l’UA aveva annunciato l’invio di un rappresentante speciale nel paese “per analizzare le condizioni attuali del paese e contribuire a una soluzione pacifica della crisi”. Condanne per l’uccisione di Vieira sono giunte anche dalla comunità per lo sviluppo dell’Africa Australe (Sadc) attraverso il capo di stato sudafricano e presidente dell’organismo Kgalema Motlanthe secondo cui “nessuna parola può esprimere l’indignazione di questi atti odiosi”. Ferme condanne per l’assassinio sono giunte da Francia, Stati Uniti, Benin, Unione Europea, Onu, Brasile, Portogallo e altri: “L’uccisione di un presidente costituisce un atto contro la democrazia e un crimine contro la stabilità e la pace di un paese” ha precisato in un comunicato la Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale (Ecowas), annunciando il prossimo invio di un rappresentante in Guinea per indagare le circostanze della morte di Vieira. | ||||
| 03/03/09 Pomeriggio Si è aperta questa mattina ad Addis Abeba una riunione straordinaria del Consiglio di pace e sicurezza (Cps) dell’Unione Africana (UA) per valutare la situazione creatasi in Guinea-Bissau all’indomani dell’uccisione del capo dell’esercito e del presidente. La riunione si sta tenendo a porte chiuse e, secondo alcune fonti, si starebbe discutendo la possibilità di sospendere il paese dai vari incarichi e ruoli ricoperti nell’organismo continentale. A Bissau, nonostante i tragici e significativi eventi, la situazione sembra però sotto controllo. Fonti della MISNA riferiscono che anche l’Assembla nazionale si è riunita a porte chiuse per analizzare quanto successo e valutare eventuali iniziative. Attesa anche per vari colloqui di alto livello previsti in giornata. A Bissau è arrivata da poco una missione della Comunità economica dei paesi dell’Africa dell’ovest (Cedeao/Ecowas) che avrà incontri con il presidente a interim Raimundo Pereira, il governo e i vertici dell’esercito. In città la situazione è rimasta sotto controllo, i negozi sono regolarmente aperti e il traffico ha ripreso a circolare; chiusi invece la maggior parte degli uffici pubblici anche se nessuna ordinanza ne ha vietato l’apertura; così come deserte sono andate oggi quasi tutte le classi scolastiche nonostante un appello dei presidi. Fonti della MISNA riferiscono inoltre di voci fantasiose che circolano in queste ore sulla morte del presidente Vieira (la cui moglie Isabel rifugiatasi presso l’ambasciata dell’Angola, ha chiesto intanto asilo politico al Portogallo) che sono state riprese da alcune agenzie internazionali insieme ad altre ‘notizie’ in realtà da verificare o del tutto false; ignote, sottolineano le fonti, restano i retroscena dei due omicidi eccellenti, né sono noti mandanti ed esecutori | ||||
| 03/03/09 Mattina Si è svegliata nella calma questa mattina Bissau, dopo la morte violenta nelle ultime 36 ore del presidente João Bernardo ‘Nino’ Vieira e del capo dell’esercito Baptista Tagme Na Waie. “Per strada è ripresa la circolazione – hanno detto alla MISNA fonti della locale Radio Sol Mansi – i meccanismi istituzionali sembrano funzionare, l’esercito aveva già detto ieri di non voler interferire nella vita politica del paese e così sembra stia facendo”. Nelle prossime ore sono previsti incontri tra rappresentanti del governo, il presidente ad interim Raimundo Pereira – presidente dell’Assemblea nazionale che come prevede la Costituzione ha preso il posto lasciato vacante da Vieira – ed esponenti della comunità internazionale: a Bissau è atteso Mohamed Ibn Chambas, presidente della Commissione della Comunità economica dei paesi dell’Africa dell’ovest (Cedeao/Ecowas), che arriverà alla guida di una delegazione composta dai ministri degli Esteri di Nigeria, Burkina Faso, Capo Verde, Senegal e Gambia; sono in programma anche colloqui con l’ambasciatore del Portogallo, ex-potenza coloniale. Resta intanto ignota l’identità di mandanti ed esecutori dei due omicidi avvenuti l’uno a poche ore dall’altro tra domenica e ieri mattina; sui fatti indagherà una commissione d’inchiesta istituita al termine di un consiglio dei ministri straordinario che ha anche decretato sette giorni di lutto nazionale. In base alle informazioni disponibili Tagme Na Waie ha perso la vita per l’esplosione di UN ordigno che ha provocato altre vittime tra i militari che si trovavano nel quartier generale dell’esercito; Vieira è stato invece raggiunto e ucciso insieme al suo autista - secondo alcune fonti da un gruppo di soldati - mentre stava cercando di lasciare la residenza presidenziale. Particolare non trascurabile, durante l’attacco contro il presidente, un gruppo di militari ha liberato alcuni soldati detenuti in relazione a un tentato golpe risalente a novembre. Preoccupazione per gli ultimi fatti è stata espressa dall’Unione Africana e dall’Unione Europea che hanno invitato al rispetto dell’ordine costituzionale. | ||||
| 2/3/2009 12.00 Fanny ,Alessandro Marta e Marusca si trovano al sicuro ospiti di amici in una località fuori Bissau. Oscar , attualmente in Italia ci tiene continuamente informati sulla loro situazione. | ||||
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2/3/2009
9.42 Sarebbe rimasto ucciso nell’attacco di questa notte contro il palazzo presidenziale il presidente della Guinea Bissau, Joao Bernardo Vieira: lo riferiscono fonti giornalistiche internazionali citando esponenti dell’esercito guineano. La notizia attende ancora una conferma ufficiale, ma fonti della MISNA a Bissau fanno sapere di aver ottenuto una serie di conferme ufficiose da fonti governative che per il momento chiedono di restare anonime. Secondo le scarse informazioni in circolazione, il presidente sarebbe stato ucciso da militari vicini al capo di Stato maggiore Tagmé Na Waié (morto ieri in un attentato), perché ritenuto il principale responsabile della morte dell’alto ufficiale. Waié e Vieira erano ai ferri corti da mesi. L’ex-capo di Stato maggiore in passato aveva fatto parte della giunta militare che depose Vieira con un colpo di Stato. | ||||
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2/3/2009
8.31 È calma per il momento la situazione a Bissau, capitale della Guinea Bissau, dove questa mattina presto un gruppo di militari ha lanciato un attacco contro la residente del presidente. Lo riferiscono fonti della MISNA contattate nella capitale, precisando che al momento non si hanno ancora notizie di eventuali vittime ma anche che è troppo presto per tirare un bilancio. “Questa mattina siamo stati svegliati da spari di mitra e da almeno tre colpi di artiglieria pesante contro il palazzo presidenziale” dice la fonte della MISNA che vive poco distante dalla residenza del capo di Stato, João Bernardo ‘Nino’ Vieira, aggiungendo che l’attacco è iniziato verso le 4 del mattino (le 5 in Italia) per concludersi circa 90 minuti dopo. Al momento le informazioni relative all’accaduto sono ancora scarse, ma in molti collegano l’attacco di stamani all’attentato che ieri sera è costato la vita al capo di Stato maggiore delle Forze armate guineane, il generale Tagme Na Waie, ucciso nel suo ufficio nel quartier generale dell’esercito da una bomba che ha ferito altre cinque persone. Fonti giornalistiche locali e internazionali ricordano che all’inizio di gennaio, il generale Na Waie era stato bersaglio di un altro fallito attentato. Sopravvissuto, l’alto ufficiale aveva accusato del tentato omicidio la guardia presidenziale, formata dagli ‘aguentas’, uomini fedeli al presidente Vieira. Dopo aver disarmato e sciolto il corpo paramilitare, il generale Waie aveva anche predisposto l’arresto di alcuni dei suoi esponenti, entrando in forte contrasto col capo di Stato. | ||||